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19.7.14

L’uccello che girava le viti del mondo, Murakami Haruki

L'uccello che girava le Viti del MondoL’uccello che girava le Viti del Mondo by Haruki Murakami
2 di 5 ★






Un bravo editor, forse, avrebbe potuto trasformarlo in un buon libro, come un giardiniere che sfoltisca una siepe troppo frondosa. Il romanzo andrebbe ampiamente tagliato per porre un limite all’incontinenza di Murakami, che qui risulta particolarmente infruttuosa o tutt’al più genera un albero carico di frutti acerbi. La mole del libro non spaventerebbe se il contenuto fosse all’altezza e meritasse tanto spazio. Riesco facilmente ad immaginare Gordon Lish, forbici in mano, intento a scorticare vivo il corpo obeso del romanzo fino a far emergere l’essenziale. La scrittura è poco matura, ossessionata da metafore spesso banali. Ossessiva nelle descrizioni che spesso non aggiungono nulla a quanto già detto, nemmeno a livello di atmosfera o realismo interno. Incapace di cambiare stile quando si frammenta in racconti di personaggi diversi dal protagonista. Perfino l’idea totalizzante di introspezione profonda, fulcro dogmatico della narrazione, non riesce ad essere originale, forte e focale, in un libro che si disperde nelle sue ambizioni come brandelli di carta al vento.

[Sì, le metafore in questa recensione sono ironiche.]

Nota sull’edizione: Qualche refuso in un libro di 832 pagine è accettabile, ma la quantità che ho trovato è davvero vergognosa.

Leggi le altre mie recensioni

Una illustrazione di Kensausage:

15.1.14

Beauty

Un bellissimo progetto di Rino Stefano Tagliafierro dona la vita ad alcuni quadri antichi.


B E A U T Y - dir. Rino Stefano Tagliafierro from Rino Stefano Tagliafierro on Vimeo.

QUI la pagina dedicata, dove troverete anche l’elenco delle opere utilizzate.

1.12.12

La Quête d’Inspiration - Alexandre Deschaumes

La ricerca dell’ispirazione. Quanta voglia di fare foto e viaggiare fa venire questo video. Eccola l’ispirazione! Si tratta del trailer del film (pronto per la fine dell’anno) di Mathieu Le Lay su Alexandre Deschaumes (vi consiglio vivamente di esplorare il sito di questo fotografo).
La Quête d'Inspiration - Alexandre Deschaumes • Photographies éthérées | Official Trailer from Mathieu Le Lay on Vimeo.

28.11.12

Johnny Cash su time lapse in bianco e nero

Bodie era una città nata per la corsa all’oro, dopo un periodo di grande sviluppo per la scoperto di un giacimento piuttosto ricco è lentamente caduta in declino fino all’abbandono. Adesso è una delle più interessanti città fantasma degli Stati Uniti (è situata in California). Molti edifici si sono conservati intatti e mantengono perfino oggetti del passato, come se il tempo si fosse fermato. In realtà a causa delle strade piuttosto malridotte molte persone pensarono di risparmiare le spese e le fatiche del trasporto dei propri beni.

Questo splendido video racconta benissimo in time lapse la storia di questa cittadina, con un lucido bianco e nero, una nitida fotografia e una colonna sonora indovinata.
Town of Ghosts from Colin Rich on Vimeo.

5.9.12

Limpfish

Su Limpfish.com trovate alcune divertenti creazioni di David Barton, tra cui i Simpson in versione dipinto. Bellissima anche la costruzione del sito, se cliccate sul foglio si muove, la tazza cade e versa liquido sul foglio se toccata, e c'è un orologio funzionante in basso a sinistra.



24.7.11

Jarhead

L’autore di queste immagini [ecco il suo Tumblr] in pratica ha preso i film comprimendoli, fotogramma per fotogramma, in un unica immagine che ne mette in mostra i colori fondamentali.
Fonte: Lega Nerd

Davvero simpatico notare come a volte i colori che pensavamo fossero predominanti spariscono quasi nell’insieme del film, oppure in altri casi avere la conferma dei colori che ritenevamo i più usati.


27.6.11

Iron

Woodkind ovvero Yoann Lemoine, fotografo e regista francese passa senza soluzione di continuità alla musica con questo meraviglioso video che accompagna l’uscita del suo EP (che trovate anche qui oltre che su iTunes).



Questo è solo il primo di tanti post la cui fonte sarà il bel sito Coca Colla, che adesso aggiungo ai link sulla destra.

17.5.11

Ottimismo

Festival dei colori. Sri Sri Radha Krishna Temple a Spanish Fork, Utah.

2.12.10

Justin Reed

Vi segnalo questo bravo pittore che dedica parte della
 sua arte a delle fantastiche rivisitazioni di film: Justin Reed.


3.7.09

Illustrazioni dei racconti di Poe

Illustrazione di Tristan per Il gatto nero di Edgar Allan Poe.

Illustrazione di Crepax per I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe.

4.4.09

Illustrazioni


Nicolab, Le bateau de René

Sono sempre più affascinato dal mondo delle illustrazioni. Vi consiglio di girovagare un po’ per un sito in cui potrete trovare davvero belle opere. Si chiama CFSL.NET. Da lì ho preso l’immagine che apre l’articolo.

Una rivista che dedica ampio spazio alle illustrazioni per allargare poi il proprio sguardo sulle più disparate forme d’arte contemporanea è Bang Art che trovate ogni due mesi in edicola. È fatta molto bene, particolarmente curata nella grafica. Apprezzo molto, ad esempio, la dichiarazione dei font usati e il modo creativo di modificare il codice a barre, di volta in volta diverso a seconda dell’argomento del mese. La rivista è legata a doppio filo al sito FrizziFrizzi, vero e proprio banco di analisi per chi voglia studiare il rapporto tra arte e ciò che è cool.

Ultima segnalazione: NOTCOT.ORG. Fotografia e illustrazioni in un sito che è solo una parte di un network più grande.

22.2.09

Non solo Cool!

Molto tempo fa sentii parlare della Teoria delle finestre rotte (per maggiori informazioni: Wikipedia italia, Finestre rotte e teoria del contesto, Articolo approfondito su Wikipedia inglese, The Atlantic Monthly). Riassumendo (ma vi consiglio di leggere i testi linkati precedentemente), i criminologi James Q. Wilson e George Kelling arrivarono a formulare la tesi seconda la quale se consideriamo un edificio con una finestra rotta che non viene riparata per lungo tempo, sarà molto alta la probabilità che qualcuno frantumi altri vetri; se col passare dei giorni la situazione non viene risolta, è probabile che dei vandali facciano il loro ingresso nell’abitazione, casomai le daranno anche fuoco, e così via fino a cose più gravi… Secondo i due studiosi la cosa migliore per prevenire i crimini è risolvere i problemi piccoli. Questa teoria vede la sua attuazione, dunque, con un maggior controllo sui reati minori.
A mio avviso, però (così ha preso forma nella mia testa il ricordo di tali enunciazioni), non si tratta solo di reati, ma anche di gestione dell’ambiente. Non si tratta solamente di punire chi rompe la finestra, quanto di ripararne subito i vetri; non si tratta di multare chi butta la gomma o la carta per terra, quanto di tenere pulito il marciapiede. Naturalmente, i due approcci alla teoria (il mio e quello convenzionale) con i rispettivi metodi d’intervento vanno perseguiti in modo simultaneo, non si escludono a vicenda.
A questo punto, insieme al mantenimento decoroso delle città, entra un altro fattore in gioco: l’architettura. Quanto potrebbe fare l’architettura e quanto non ha fatto. Vivere in una città ordinata, pulita e costruita bene, tale da rispettare i suoi abitanti sia dal punto di vista fisico-motorio che mentale. Una cosa è svegliarsi colpiti dalla luce del sole, con lo sguardo che punta su una piazza dominata da un edificio dalle forme armoniche, altra cosa è essere svegliati dal rumore di un treno, aprire gli occhi su un buio piazzale schiacciato alle estremità da palazzi decadenti dalle forme simili a grandi mattoni. Ed eccomi giunto, dunque, al punto principale di questo articolo: l’estetica come arte quotidiana del vivere meglio. Ecco perché se vedo qualcuno che cura il suo modo di vestirsi, o osservo delle scarpe dai colori sgargianti e piene di disegni, ascolto la musica da altoparlanti a forma di suino, non dico che è un’assurdità, ma penso sia un modo piacevole per esprimersi e illuminare positivamente il mondo in cui viviamo.
Altre considerazioni immediatamente succesive alle precedenti, entrano in gioco altri fattori: c’è chi non esprime sé stesso, ma rincorre le mode. C’è chi sposta tutte le sue attenzioni sulla superficie. C’è chi indirizza i propri obiettivi e la propria singolarità sugli oggetti, divenendone schiavo o, meglio, facendo in modo che gli oggetti si trasformino nel suo mediatore verso il mondo e le esperienze.
Attingo da un famoso studioso della comunicazione che disse Il mezzo è il messaggio e porto all’estremo una teoria annunciata da Guido Pietrangeli. Quella di McLuhan è stata una gran bella intuizione, il mezzo come messaggio, tale è il potere del mezzo di mediare e dirigere ciò che viene detto. Ma non stiamo forse superando questa ipotesi? Più che dire che il corpo è il messaggio, io direi che è l’oggetto il vero messaggio dei nostri giorni, oggetto che veste il nostro corpo, gli si accosta, lo circonda col potere del suo fascino superficiale. Non è il corpo il messaggio, ma l’oggetto. Oggetto che diventa contenuto del messaggio, ovvero di sé stesso.
Le nostre esistenze sembrano sempre più dominate dalle “Cose”, forma dell’anima, primo appiglio per la ricerca di un sé più forte e reale. Una ricerca che non parte dall’oggetto per una meta lontana, ma lì comincia e lì si ferma: nell’adorazione del simulacro e nella sottomissione al suo potere alientante. E così capita che, ad esempio, voglio iniziare a fare Parkour e invece di andare a fare una bella corsa per allenare il fiato, vado subito a comprare le scarpe adatte, poi una bella maglia, casomai col cappuccio stile “brutti ragazzi di strada”, poi uno zaino di quelli sottili che non dà fastidio mentre salto, poi un pantalone con su scritto Parkour, che faccio vedere a tutti che io sono figo… Tutto si riduce agli oggetti, e l’allenamento chissà quando inizia!

27.12.08

Cover di un mondo lontano















Ho trovato un interessantissimo sito in cui si possono trovare molte copertine di libri e fumetti vecchi. Il sito si chiama Cover Browser. Mentre vi segnalo due pagine in particolare: le copertine della rivista Bedtime Stories e una pagina di vecchie copertine di libri di fantascienza che personalmente adoro.