Visualizzazione post con etichetta Poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poesia. Mostra tutti i post

19.12.08

La spiaggia di Dover

Immagine di SabatoImmagine di Fahrenheit 451


In Sabato di Ian McEwan e in Fahrenheit 451 di Ray Bradbury è citata una poesia di Matthew Arnold:

Dover Beach
The sea is calm to-night.
The tide is full, the moon lies fair
Upon the straits; on the French coast the light
Gleams and is gone; the cliffs of England stand;
Glimmering and vast, out in the tranquil bay.
Come to the window, sweet is the night-air!
Only, from the long line of spray
Where the sea meets the moon-blanched land,
Listen! you hear the grating roar
Of pebbles which the waves draw back, and fling,
At their return, up the high strand,
Begin, and cease, and then again begin,
With tremulous cadence slow, and bring
The eternal note of sadness in.

Sophocles long ago
Heard it on the A gaean, and it brought
Into his mind the turbid ebb and flow
Of human misery; we
Find also in the sound a thought,
Hearing it by this distant northern sea.

The Sea of Faith
Was once, too, at the full, and round earth's shore
Lay like the folds of a bright girdle furled.
But now I only hear
Its melancholy, long, withdrawing roar,
Retreating, to the breath
Of the night-wind, down the vast edges drear
And naked shingles of the world.


Ah, love, let us be true
To one another! for the world, which seems
To lie before us like a land of dreams,
So various, so beautiful, so new,
Hath really neither joy, nor love, nor light,
Nor certitude, nor peace, nor help for pain;
And we are here as on a darkling plain
Swept with confused alarms of struggle and flight,
Where ignorant armies clash by night.


Traduzione:

La spiaggia di Dover

Calmo è il mare stanotte,
alta la marea, la luna posa chiara
sullo stretto. Il faro sulla costa francese
brilla e svanisce. Gli scogli inglesi si levano,
splendenti e maestosi, lontani sulla placida baia.
Vieni alla finestra, dolce è l’aria della sera!
Ma dalla lunga linea della spuma,
dove il mare incontra la terra imbiancata dalla luna,
ascolta! Si ode lo strepito scabro
dei sassi che le onde sull’alta spiaggia trascinano e scagliano nel loro moto:
cresce, cessa, poi cresce
con ritmo tremulo e lento instillando
eterne note di tristezza.

Sofocle in tempi antichi
le udì sull’Egeo, memore
Del torbido riflusso
Delle miserie umane. Noi pure
Scopriamo in quel suono un pensiero
In questo lontano mare del nord.

Alto era allora il Mare della Fede, e cingeva le spiagge della terra
Quale lucente cinta.
Adesso solo ne sento lontano
Il mesto lungo fragore, mentre si ritrae al soffio
Del vento notturno, fino al vasto e cupo
Limite del mondo, nuda pietraia.

Amore mio, siamo tra noi sinceri!
Ché il mondo aperto al nostro sguardo
Come un paese dei sogni,
ricco, meraviglioso e nuovo,
non offre gioia, amore luce,
né certezze, né pace, né conforto al dolore.
Noi stiamo qui su questa piana scura,
straziati da confusi allarmi di battaglie e ritirate,
dove eserciti ignari si scontrano di notte.



Fonte: Convivium che a sua volta ha attinto da Poesia straniera - Inglese, Seconda parte, La Biblioteca di Repubblica, pagg.121-123

15.2.08

Nuova grafica (Hokusai)

Ciao, avrete sicuramente notato le modifiche estetiche fatte al blog. Sono particolarmente soddisfatto dell'header (la testata in alto), e conto di modificarla ulteriormente, ma di poco.
Invece, non mi piacciono molto i "pulsanti" della lingua, del feed e di aNobii.
Voi che ne pensate? Mi farebbe piacere avere le vostre opinioni. :-)

P.s.
La frase di Hokusai è un haiku da lui pronunciato in punto di morte. Volevo metterlo per associare qualcosa da lui scritto a quello che ha disegnato, ma non essendo un poeta, bensì un pittore, questo è l'unico suo haiku che ho trovato (ma sono sicuro che nella sua vita ne abbia scritti altri). Quindi la scelta della frase è stata determinata da questo, ma devo dire che non mi dispiace, secondo me esprime la bellezza del mondo negli occhi del pittore; una bellezza tale che egli desidera ricordare e rivivere anche nella morte.

14.2.08

I Grandi Poeti dal Sole 24 Ore

Teniamoli d'occhio... Da Il Sole 24 Ore escono dei bei volumi dedicati ai grandi poeti. Francamente non sono molto appassionato di poesia, soprattutto non sono un grande conoscitore di questa, cosa che mi impedisce di goderne appieno; però qualche volume lo prenderò lo stesso.
La promozione è iniziata da poco, quindi chi l'ha appena scoperta si è perso solo due volumi, che possono in ogni caso essere richiesti come arretrati.
Non so dirvi quanto costano (immagino i soliti 12 euro circa), ma stavolta abbiamo a disposizione il piano completo dell'opera, a questo indirizzo.

Gregory Colbert (2)



EDIT:Su Youtube sono presenti alcuni suoi video o montaggi di essi.
Di nuovo qui a parlare di questo grande artista... Avevo intenzione di aggiungere all'articolo precedente le informazioni che sto per darvi, ma poi ho deciso che è meglio aprirne un altro.
Niente di che', solo un sunto dei punti più importanti di un articolo a lui dedicato su un vecchio Panorama...

In tale articolo viene detto che Gregory Colbert non usa luci artificiali, nessun ritocco al computer nè tantomeno animali addomesticati (questo mi rende più tranquillo, anche se sembra impossibile!). Se gli viene chiesto quale macchina fotografica preferisce si secca un po' perchè è ininfluente. Stampa personalmente i negativi su una carta porosa, perfetta per assorbire tutte le gradazioni dei toni del seppia, che viene prodotta a mano secondo la tecnica usata da monaci giapponesi nel XIII secolo.
I lunghi capelli raccolti in un codino, Gregory Colbert, quando non è a New York o a Parigi, viaggia nel mondo in cerca di ispirazione, dall'Egitto a Burma, dallo Sri Lanka al Kenya e, ancora, Namibia, India, Tonga, le isole Azzorre, l'Antartico. -In realtà- spiega Colbert a Panorama -è un unico viaggio lungo 13 anni. Per esplorare l'interazione tra l'uomo e quegli animali maestosi e indifesi, in via d'estinzione come giaguari, aquile reali, falconi.-
Il corporate patronage della Rolex, permette all'artista di lavorare in assoluta libertà ed evita lo smembramento della collezione (Ashes and snow).
Dice Gregory Colbert:-La savana, la giungla, il deserto rappresentano una dimensione temporale che la vita contemporanea ci nega-
-Catturare l'attimo perfetto richiede notti e giorni di assoluta immobilità e di attesa in cui, se non si ha la pazienza e la fede assoluta, non si regge.-
Intervistatore:-Ci vogliono polmoni d'acciaio per danzare (avvolto in un sarong) con una balena da 55 tonnellate a 30 metri di profondità.- Risposta di G. C.:-Ci vuole soprattutto molta disciplina. Nelle mie foto voglio tornare alla perfetta armonia tra uomo e natura, un attimo sospeso al di fuori del tempo, senza passato o futuro.-

L'articolo che qui ho riassunto è stato preso da Panorama ed è di Diamante d'Alessio. E' abbastanza datato, si riferisce alla mostra Ashes and Snow, chissà adesso quale immagine stia inseguendo Gregory...

4.2.08

Gregory Colbert



Oggi, voglio presentarvi un fotografo meraviglioso: Gregory Colbert...
La sua arte è poesia per il cuore, bella da far piangere.
Visitate il suo sito, è già di per sè un viaggio indimenticabile...
Sito di Gregory Colbert



Fonti delle immagini:
Prima foto
Seconda foto

8.12.07

L'Infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e rimirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi