Non mi ha convinto molto. Dei libri di Calvino che ho letto è secondo me il peggiore. Il Castello riuscito nel suo aspetto compositivo non è molto interessante in quello narrativo. La Taverna che è più interessante sotto certi punti di vista nel contenuto, riduce i Tarocchi a pura ispirazione visiva quasi annullando l’intento combinatorio. A questo fallimento Calvino si aggrappa per portare avanti l’allegoria che aveva iniziato col Castello: da una parte la vita e gli accadimenti, dall’altra il Caso che scompiglia il corso degli eventi come fanno le mani sui tavoli della magione e della cantina. La sintesi del discorso è nella storia Anch’io cerco di dire la mia in cui Calvino quasi dimentico dei Tarocchi si lascia andare ad una lunga digressione (che in quanto tale è un po’ fastidiosa) sul compito e la natura dello scrittore, colui che mette ordine al caos della vita senza senso, i cui sensi sono quelli che ognuno di noi dà cercando la giusta interpretazione, o semplicemente una delle tante possibili. Digressione che pare essersi rivelata a Calvino, nel momento della scrittura, come ultimo e vero significato di questo esperimento letterario, fagocitando l’intenzione iniziale e vomitando sul foglio un’acerba e profonda riflessione personale, in alcuni punti poco comprensibile.
30.6.09
Il castello dei destini incrociati
Non mi ha convinto molto. Dei libri di Calvino che ho letto è secondo me il peggiore. Il Castello riuscito nel suo aspetto compositivo non è molto interessante in quello narrativo. La Taverna che è più interessante sotto certi punti di vista nel contenuto, riduce i Tarocchi a pura ispirazione visiva quasi annullando l’intento combinatorio. A questo fallimento Calvino si aggrappa per portare avanti l’allegoria che aveva iniziato col Castello: da una parte la vita e gli accadimenti, dall’altra il Caso che scompiglia il corso degli eventi come fanno le mani sui tavoli della magione e della cantina. La sintesi del discorso è nella storia Anch’io cerco di dire la mia in cui Calvino quasi dimentico dei Tarocchi si lascia andare ad una lunga digressione (che in quanto tale è un po’ fastidiosa) sul compito e la natura dello scrittore, colui che mette ordine al caos della vita senza senso, i cui sensi sono quelli che ognuno di noi dà cercando la giusta interpretazione, o semplicemente una delle tante possibili. Digressione che pare essersi rivelata a Calvino, nel momento della scrittura, come ultimo e vero significato di questo esperimento letterario, fagocitando l’intenzione iniziale e vomitando sul foglio un’acerba e profonda riflessione personale, in alcuni punti poco comprensibile.
28.6.09
Oktapodi
Un cortometraggio animato realizzato benissimo, come dimostrano i premi e le nomination ricevute. Ulteriori informazioni sul sito ufficiale.
25.6.09
Amazzonia, che macello!
Vai sul sito di Greenpeace per ulteriori inforazioni. Chiedi anche tu a Geox, Nike, Timberland, Adidas, Reebok e Clark’s di far respirare l’Amazzonia.
24.6.09
Ogni giorno la bellezza del mondo ci passa davanti
Un violinista in una stazione della metropolitana.
A gennaio di quest’anno, a Washington, un uomo si mise in una stazione del metro ed iniziò a suonare il violino. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Lo fece proprio durante l’ora di punta, nella quale sarebbero passate per la stazione quasi un migliaio di persone che, per un motivo o per un altro, andavano al lavoro.
Cosa c’è di strano? Spesso nelle città d’arte, nel nostro paese, capita di vedere artisti o semplici suonatori vagare fra metropolitane, pizza importanti o fuori dalle chiese in cerca di un pò di gloria o pochi spiccioli.
Quest’uomo però era diverso, non era un semplice “strimpellatore da strada”…
Dopo circa 3 minuti di totale indifferenza, un uomo notò che c’era un musicista che suonava, rallentò il passo, si fermò per pochi secondi e poi si affrettò per non essere l’ultima “pecorella del gregge”.
Dopo circa 6 minuti, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia, finalmente direte voi, una donna tirò il denaro e senza neanche fermarsi continuò a camminare nella totale indifferenza.
Siamo al minuto 10 circa, qualcuno, magari in pausa pranzo, si appoggiò di fronte al lui su un muro per ascoltarlo, durò poco anche lui e subito via.
Provate ad immaginare chi sarà l’ingenua persona che si potrebbe fermare, quasi come se fosse “incantato” da quelle note e quella classe… un bambino di 3 anni. La mamma che lo tirava, ed il ragazzino che insisteva nel guardarlo. Dopo che la madre lo tirò con decisione, il bimbo si decise a smuoversi, lasciando l’incanto e avviandosi verso la strada di casa. Non fu l’unico bambino incantato e non fu l’unico genitore che forzò il proprio figlio a lasciare un momento di bellezza spirituale.
Solo 6 persone, su circa un migliaio di passanti, si fermarono e rimasero qualche momento. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari.
Vi svelo il segreto.
Il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti del mondo. I pezzi di Bach sono fra i pezzi più complessi mai scritti. Il suo non era un normale violino, era uno Stradivari del valore di 3,5 milioni di dollari.
Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari.
Questa storia è vera.
Joshua Bell era li per conto del Washington Post. L’intento era quello di realizzare un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone. La domanda, che il noto giornale statunitense voleva proporci è: “In un ambiente comune ad un’ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?”.
Viviamo in un mondo dove la vita è automatizzata, i nostri sentimenti, le nostre passioni, la nostra fantasia sono delle parole che fin dai tempi della scuola chiamiamo “astratte” come se volessimo mandarle più lontano possibile dal nostro modo di essere. Se non abbiamo un momento per fermarci, se non riusciamo a uscire dal percorso mentale che il lavoro, la famiglia, il tempo e la società ci impone di seguire, se non possiamo ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare col miglior strumento della terra la miglior musica mai scritta, allora quante altre cose ci stiamo perdendo?
Fonte: The Populi
Epilogue
More The Shape Of The Earth music on iLike
We fell down so many times
I think I’m tired of thinking
Everything will work out-
Well it finally all worked out-
But its still not the same,
Everything has changed,
Although it won’t appear that way.
And the future can’t be worked out-
No it never has been worked out…
I’m sorry that I don’t have a way,
To make it easier each day.
With my name plastered on your lips
As you gaze into nothingness
How I pleaded barely audibly
Oh I,
I can’t let you down,
I won’t let you down-
Well we fell,
Down,
So many times,
And I think I’m fine.
17.6.09
Project Natal
Dopo il successo ottenuto dalla Wii e con il progredire delle tecnologie (pensando anche ai sistemi touch dei nuovi telefonini) era indubbio che il futuro prospettasse una rivoluzione nel campo dei sistemi di controllo. L’avvio lo dà la Microsoft con un sistema che sconvolgerà l’interazione nei videogiochi che verranno.
Maggiori informazioni nello speciale di Spaziogames.
Maggiori informazioni nello speciale di Spaziogames.
14.6.09
Un sito su Youtube
La Boone Oakley è un’agenzia di comunicazione che ha avuto un’idea geniale (solo dopo averlo ammesso si può iniziare a porsi il dubbio sulla sua effettiva funzionalità): ha creato un sito interamente su Youtube, permettendo così agli interessati di embeddarlo, come ho appena fatto io qui sotto.
13.6.09
Campo minato, una storia di coraggio
Avevo già postato il video del film di Pac-man, adesso è il turno di Campo minato (quello che adesso si chiama Campo fiorito).
10.6.09
Englishfunbus
L’idea non è niente male. Un bus in giro per il sud dell’Inghilterra, un’occasione per imparare l’inglese on the road, fare gruppo e divertirsi. Altre info sul sito ufficiale dell’iniziativa: Englishfunbus.
Su youtube gira il virale:
Su youtube gira il virale:
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