27.2.09
26.2.09
L’Italia riapre al nucleare
La questione non è tanto se sia giusto o no ricorrere alla fonte atomica, la domanda da porsi e porre è: può l’Italia gestire in sicurezza il nucleare? Può l’Italia custodire a dovere le scorie prodotte? (Lo stesso Paese sconfitto dalla crisi dei rifiuti). Stavolta (in verità spesso è così), la risposta c’è già ed è fin troppo chiara, troppe, purtroppo, sono le prove a suo favore: NO. Il nostro Paese non sa avere cura delle scorie già esistenti, come può pensare di produrne altre? Siamo governati da idioti, irresponsabili e immaturi.
Dopo il Continua un servizio dettagliato di Report sull’argomento, una trascrizione è presente sul sito ufficiale, così come il video, ma vi consiglio di vederlo su Youtube.
Dopo il Continua un servizio dettagliato di Report sull’argomento, una trascrizione è presente sul sito ufficiale, così come il video, ma vi consiglio di vederlo su Youtube.
25.2.09
Art Wolfe

Sul sito di Art Wolfe potrete vedere tantissime fotografie, veri capolavori, scattate in giro per il mondo. Vi consiglio di farci un salto, andate su Galleria e selezionate una delle foto, poi cliccate sui link contestuali sul lato sinistro e offritevi un bel viaggio nella nostra favolosa Terra. Dimenticavo, la musica la scegliete voi! :-)
No line on the horizon
Nuovo singolo per gli U2: Get on your boots, dall’album di prossima uscita No line on the horizon.
Tracklist
1. No Line On The Horizon
2. Magnificent
3. Moment of Surrender
4. Unknown Caller
5. I’ll Go Crazy If I Don’t Go Crazy Tonight
6. Get On Your Boots
7. Stand Up Comedy
8. Fez – Being Born
9. White As Snow
10. Breathe
11. Cedars Of Lebanon
Get On Your Boots
Tracklist
1. No Line On The Horizon
2. Magnificent
3. Moment of Surrender
4. Unknown Caller
5. I’ll Go Crazy If I Don’t Go Crazy Tonight
6. Get On Your Boots
7. Stand Up Comedy
8. Fez – Being Born
9. White As Snow
10. Breathe
11. Cedars Of Lebanon
Get On Your Boots
22.2.09
Non solo Cool!
Molto tempo fa sentii parlare della Teoria delle finestre rotte (per maggiori informazioni: Wikipedia italia, Finestre rotte e teoria del contesto, Articolo approfondito su Wikipedia inglese, The Atlantic Monthly). Riassumendo (ma vi consiglio di leggere i testi linkati precedentemente), i criminologi James Q. Wilson e George Kelling arrivarono a formulare la tesi seconda la quale se consideriamo un edificio con una finestra rotta che non viene riparata per lungo tempo, sarà molto alta la probabilità che qualcuno frantumi altri vetri; se col passare dei giorni la situazione non viene risolta, è probabile che dei vandali facciano il loro ingresso nell’abitazione, casomai le daranno anche fuoco, e così via fino a cose più gravi… Secondo i due studiosi la cosa migliore per prevenire i crimini è risolvere i problemi piccoli. Questa teoria vede la sua attuazione, dunque, con un maggior controllo sui reati minori.A mio avviso, però (così ha preso forma nella mia testa il ricordo di tali enunciazioni), non si tratta solo di reati, ma anche di gestione dell’ambiente. Non si tratta solamente di punire chi rompe la finestra, quanto di ripararne subito i vetri; non si tratta di multare chi butta la gomma o la carta per terra, quanto di tenere pulito il marciapiede. Naturalmente, i due approcci alla teoria (il mio e quello convenzionale) con i rispettivi metodi d’intervento vanno perseguiti in modo simultaneo, non si escludono a vicenda.
A questo punto, insieme al mantenimento decoroso delle città, entra un altro fattore in gioco: l’architettura. Quanto potrebbe fare l’architettura e quanto non ha fatto. Vivere in una città ordinata, pulita e costruita bene, tale da rispettare i suoi abitanti sia dal punto di vista fisico-motorio che mentale. Una cosa è svegliarsi colpiti dalla luce del sole, con lo sguardo che punta su una piazza dominata da un edificio dalle forme armoniche, altra cosa è essere svegliati dal rumore di un treno, aprire gli occhi su un buio piazzale schiacciato alle estremità da palazzi decadenti dalle forme simili a grandi mattoni. Ed eccomi giunto, dunque, al punto principale di questo articolo: l’estetica come arte quotidiana del vivere meglio. Ecco perché se vedo qualcuno che cura il suo modo di vestirsi, o osservo delle scarpe dai colori sgargianti e piene di disegni, ascolto la musica da altoparlanti a forma di suino, non dico che è un’assurdità, ma penso sia un modo piacevole per esprimersi e illuminare positivamente il mondo in cui viviamo.
Altre considerazioni immediatamente succesive alle precedenti, entrano in gioco altri fattori: c’è chi non esprime sé stesso, ma rincorre le mode. C’è chi sposta tutte le sue attenzioni sulla superficie. C’è chi indirizza i propri obiettivi e la propria singolarità sugli oggetti, divenendone schiavo o, meglio, facendo in modo che gli oggetti si trasformino nel suo mediatore verso il mondo e le esperienze.
Attingo da un famoso studioso della comunicazione che disse Il mezzo è il messaggio e porto all’estremo una teoria annunciata da Guido Pietrangeli. Quella di McLuhan è stata una gran bella intuizione, il mezzo come messaggio, tale è il potere del mezzo di mediare e dirigere ciò che viene detto. Ma non stiamo forse superando questa ipotesi? Più che dire che il corpo è il messaggio, io direi che è l’oggetto il vero messaggio dei nostri giorni, oggetto che veste il nostro corpo, gli si accosta, lo circonda col potere del suo fascino superficiale. Non è il corpo il messaggio, ma l’oggetto. Oggetto che diventa contenuto del messaggio, ovvero di sé stesso.
Le nostre esistenze sembrano sempre più dominate dalle “Cose”, forma dell’anima, primo appiglio per la ricerca di un sé più forte e reale. Una ricerca che non parte dall’oggetto per una meta lontana, ma lì comincia e lì si ferma: nell’adorazione del simulacro e nella sottomissione al suo potere alientante. E così capita che, ad esempio, voglio iniziare a fare Parkour e invece di andare a fare una bella corsa per allenare il fiato, vado subito a comprare le scarpe adatte, poi una bella maglia, casomai col cappuccio stile “brutti ragazzi di strada”, poi uno zaino di quelli sottili che non dà fastidio mentre salto, poi un pantalone con su scritto Parkour, che faccio vedere a tutti che io sono figo… Tutto si riduce agli oggetti, e l’allenamento chissà quando inizia!
21.2.09
Gordon Lish
Riprendo parte del precedente articolo su Carver per gonfiarlo un po’, parlando di Lish. Ricordo inoltre che è in libreria da qualche mese, per Nutrimenti, Caro signor Capote.
La polemica
Quando si parla di Carver facilmente si arriva a parlare del suo editor, Gordon Lish, e del ruolo che questo ha avuto nell’opera dell’autore.
A tal proposito ecco due articoli interessanti:
Alessandro Baricco su La Repubblica
Alessandra Farkas sul Corriere della Sera
Ecco inoltre un piccolo saggio su Lish, frutto della collaborazione (un po’ frettolosa devo ammettere) di Giovanna Gungui, Francesco Rende, Rocco Bellantone e Luca Tozzi durante un corso di editoria:
Gordon Lish: editor, direttore editoriale, autore
Gordon Lish: editor, direttore editoriale, autore by Luca Tozzi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.
EDIT: Aggiungo un articolo preso dal blog di Oblique Studio: Luccone intervista Brian Evenson
19.2.09
Un commento positivo sulla televisione
Visto che si parla sempre male della televisione (io stesso lo faccio), dei suoi contenuti scadenti, più raramente anche del mezzo in sé; ho pensato di segnalarvi un parere diverso, per una volta, nell’intervista ad Erri De Luca a Che tempo che fa: Video.
La televisione, oggi, è il più grande (nel senso di maggiormente usato) "educatore sociale" nonché "stimolatore" di bambini e adulti. È una vergogna che vengano trasmessi così tanti programmi logoranti per la salute morale e mentale dello spettatore, su ogni rete e soprattutto su quella statale, ed è sbagliato da parte dei genitori non prestare attenzione alla fruizione, da parte dei figli, di questo potente mezzo… che, secondo me, è tra i colpevoli della stupidità e inciviltà sempre più diffusa in questo mondo.
La televisione, oggi, è il più grande (nel senso di maggiormente usato) "educatore sociale" nonché "stimolatore" di bambini e adulti. È una vergogna che vengano trasmessi così tanti programmi logoranti per la salute morale e mentale dello spettatore, su ogni rete e soprattutto su quella statale, ed è sbagliato da parte dei genitori non prestare attenzione alla fruizione, da parte dei figli, di questo potente mezzo… che, secondo me, è tra i colpevoli della stupidità e inciviltà sempre più diffusa in questo mondo.
Chiaiano e il governo mistificatore
Il 17 febbraio, senza nemmeno attendere la risposta del Tar al ricorso del sindaco di Marano [Leggi Qui], è stata firmata l’ordinanza di apertura della discarica di Chiaiano. Per tutta risposta una cinquantina di persone si sono radunate ieri (18 febbraio) in una manifestazione di protesta (non violenta, nonostante quel che qualcuno può dire, nonostante i media tacciano o, peggio, inventino ciò che non c’era, nonostante fosse presente un numero spropositato di soldati), ed oggi il Comune di Marano ha proclamato il lutto cittadino «in segno di protesta per l’apertura della discarica di Chiaiano, nefasta sventura che il Governo centrale ha riversato sulla nostra gente» [Leggi Qui].
E intanto il governo ha preparato un vergognoso spot che lo aiuterà a sorreggere il peso delle proprie menzogne verso la nazione intera. Povera Italia.
E intanto il governo ha preparato un vergognoso spot che lo aiuterà a sorreggere il peso delle proprie menzogne verso la nazione intera. Povera Italia.
15.2.09
Nuova sigla per i Gialli
Dopo tanti anni e tante serie, una nuova sigla per I simpson con una carrelata su una Springfield molto più frequentata. Modificare il precedente e glorioso opening era necessario a causa del passaggio all’alta definizione e al widescreen.
Fonte: Bad Taste
Fonte: Bad Taste
11.2.09
Il curioso caso di Benjamin Button
È una disdetta che la parte migliore della vita sia all’inizio e la peggiore alla fine.Mark Twain
Pare sia questa la considerazione che ispirò la scrittura de Il curioso caso di Benjamin Button da parte di Francis Scott Fitzgerald (pubblicato per la prima volta sulla rivista Collier’s nel maggio 1922). Il film adesso nelle sale, per la regia di David Fincher, prende solo spunto dal racconto dell’autore de Il grande Gatsby e s’incammina su una strada propria. L’idea di base (nascere vecchi e morire giovani) se non sbaglio è presente anche ne La storia infinita, durante il pellegrinaggio di Bastian.
In Italia, mentre Guanda propone una graphic novel ispirata al racconto, la Donzelli lo pubblica per intero, accompagnato dalle illustrazioni di Calef Brown, eccone alcune pagine nella versione originale:
7.2.09
Revolutionary Road

La minimum fax, una delle migliori case editrici romane, sta puntando molto su I Quindici, collana dedicata ai loro 15 titoli più belli. Cartonata (che fa effetto sul grande pubblico, e anche su di me), grafica meravigliosa del grande Falcinelli e tanta pubblicità. In particolare il titolo di punta sembra essere Revolutionary Road i cui manifesti tappezzano la città. Si cerca, naturalmente di far leva sul nuovo film di Sam Mendes ispirato al libro.
Non l’ho ancora visto, ma mi aspetto sempre molto da Sam. Ecco il trailer:
6.2.09
Una cosa importante da dire
Ormai lo sanno tutti, perché il meccanismo è diventato tanto palese quanto ridicolo, le informazioni sono gestite dai media tramite l’agenda setting, che come un dio della conoscenza filtra il nostro rapporto con il mondo e limita e definisce la nostra libertà (perché conoscenza è libertà).
Se non si parla più di emergenza rifiuti, dunque, non significa che il problema sia scomparso magicamente, né grazie alle promesse e alle rassicurazioni di qualche politico. I rifuti ci sono, le discariche no. I luoghi che dovrebbero diventare discariche non sono idonei. E tutto il resto…
A fare il punto della faccenda, con un documentario che ha il pregio di presentare i fatti come testimonianze (nessun narratore fuori campo) e renderli comprensibili grazie ad un efficace sguardo d’insieme, ci pensa Raffaele Manco che ha proiettato con successo il suo lavoro d’indagine nel Napoletano. Il film ha avuto l’onore di una sala cinematografica in loco ed è ancora in attesa di una distribuzione più capillare.
Ne ha parlato Repubblica (clicca qui), e l’autore ne presenta un estratto su youtube:
Ecco, poi, il fondamentale dossier Chiaiano, emergenza ambientale e democratica.
Se non si parla più di emergenza rifiuti, dunque, non significa che il problema sia scomparso magicamente, né grazie alle promesse e alle rassicurazioni di qualche politico. I rifuti ci sono, le discariche no. I luoghi che dovrebbero diventare discariche non sono idonei. E tutto il resto…
A fare il punto della faccenda, con un documentario che ha il pregio di presentare i fatti come testimonianze (nessun narratore fuori campo) e renderli comprensibili grazie ad un efficace sguardo d’insieme, ci pensa Raffaele Manco che ha proiettato con successo il suo lavoro d’indagine nel Napoletano. Il film ha avuto l’onore di una sala cinematografica in loco ed è ancora in attesa di una distribuzione più capillare.
Ne ha parlato Repubblica (clicca qui), e l’autore ne presenta un estratto su youtube:
Ecco, poi, il fondamentale dossier Chiaiano, emergenza ambientale e democratica.
4.2.09
Le illustrazioni di Shout

Alessandro Gottardo, illustratore per Minimum Fax de Il tempo materiale di Giorgio Vasta, ha vinto la medaglia d’oro della Society of Illustrators.
Ecco un articolo di Repubblica.it (Clicca qui); vi consiglio vivamente di visitare la galleria (con la spiegazione della copertina del libro) e la pagina dedicata all’autore su illoz (sito costruito per facilitare l'incontro tra art director e illustratori).
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