25.1.09

Mostro!

Un nuovo gruppo irrompe nella scena musicale italiana. Carichi di rabbia e insofferenza i Save the monster portano una ventata d’aria fresca nell’ipocrita rap italiano.



Scherzi a parte, questo video, girato da Raffaele Manco è parte dell’originalissimo spettacolo di Manuel Fiorentini: Mostro! in programma dal 3 all’8 febbraio al Teatro Due Roma in vicolo Due Macelli, 37.
Dal libretto:
Mostro! È una tragicommedia grottesca di denuncia della società dell’immagine. È strutturata in 27 scene, al cui interno si inseriscono proiezioni video. Lo spettacolo è concepito per essere tanto leggero nella forma quanto cattivo nella sostanza. Mostro! Parla di una realtà deformata, in cui è normale farsi un’operazione per diventare un mostro e ottenere visibilità, è normale e dichiarato che ai provini si venga presi in cambio di prestazioni sessuali. La scenografia è concepita come uno studio TV, un’arena mediatica dove si gioca al massacro. Tra Artaud e Grande Fratello, si ride amaramente.

L’uomo che piantava gli alberi


Se si teneva a mente che era tutto scaturito dalle mani e dall’anima di quell’uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione.


Ogni tanto mi sento irrimediabilmente triste di fronte alla distruzione che l’uomo porta al mondo, alla Natura. Tanti paesaggi distrutti, montagne mangiate dalle ruspe, mari ribollenti di sporcizia. Poi un giorno, non ricordo come, forse osservando una rovina antica immersa nel verde, ho capito che c’è sempre una speranza, la Natura saprà rinnovarsi e resuscitare dalle sue ceneri, saprà rigoglire nuovamente dopo anni di molestie. Con questo non voglio giustificare un prosieguo del maltrattamento, ma aiutare me stesso a sopportare la distruzione perpetrata dall’uomo.

Jean Giono amò tanto la Natura e affidò alla scrittura e alla parola le sue lezioni di speranza, vita e umanità. È in vendita, e consiglio a tutti l’acquisto, un cofanetto dedicato a L’uomo che piantava gli alberi, un piccolo e toccante racconto tradotto in animazione da Frédéric Back (che grazie a quest’opera vinse l’Oscar come miglior film d’animazione). Il cofanetto raccoglie il libro di Giono e il mediometraggio doppiato in italiano da Toni Servillo.
Un buon regalo per un amico, ma soprattutto un ottimo dono da fare a sé stessi.

22.1.09

Life in technicolor II

Nuovo video per i Coldplay, attenzione però, non è tratto dall’album (in cui c’è la versione non cantata)ma dall’EP Prospeckt’s March: Life in technicolor.



Carinissima l’idea.

19.1.09

Vincent di Tim Burton

Su youtube è disponibile, in italiano, il primo cortometraggio in stop-motion realizzato da Tim Burton: Vincent, la storia di un bambino che sogna di diventare Vincent Price, un attore di film horror che ha segnato, nell’infanzia, l’immaginario del regista. Ricordo anche che Burton è autore di un libro di racconti (segnati sempre dal gusto per il macabro) per bambini: Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie, edito da Einaudi.

13.1.09

Self-publishing

Scrivere è un sogno di molti (troppi mi viene da dire), ma solo pochi ce la fanno e non sempre per merito. Negli ultimi anni si fa un gran parlare di self-publishing. Citando Wikipedia possiamo distinguerne vari tipi:
Self-publishing puro, in cui l’autore si preoccupa non solo dell’intera spesa di pubblicazione, ma anche del marketing, della distribuzione, dello stoccaggio, insomma di ogni aspetto. È in questo caso che si può raggiungere una qualità particolarmente elevata con libri curati nei minimi dettagli. È la strada più affascinante e impegnativa e per la quale, a mio avviso, è necessario una buona conoscenza dell’editoria e del processo di produzione di un libro (lavori sul testo e impaginazione compresi).

Editore con contributo Qui l’autore deve accollarsi quasi totalmente le spese di pubblicazione, ma l’editore può offrire servizi aggiuntivi gratuiti (o compresi nel prezzo, come dir si voglia) quali l’editing, la correzione di bozze, la distribuzione, il deposito ecc… Il libro verrà pubblicato con il marchio dell’editore che incassa i soldi delle vendite lasciando all’autore le royalty. Il controllo dell’autore sulla produzione del volume è minimo. Questo tipo di editore può anche essere selettivo, pubblicando solo ciò che è di suo interesse.

Print on demand In questo tipo rientra certamente il famoso Lulu. Normalmente non viene fatta alcuna selezione dei testi (vuoi pubblicare il tuo diario segreto per regalarlo al tuo ragazzo? Fallo pure!), consegnando un documento digitale si può scegliere tra diverse soluzioni produttive e con un costo aggiuntivo si possono richiedere ulteriori servizi quali editing, design di copertina, titolazione ecc… In alcuni casi l’editore può anche offrire la registrazione dell’ISBN.

Vanity publishing È il caso di quegli editori che, approfittando della vanità o dell’innocenza di un autore, lo illudono con quella che, a tutti gli effetti, è una pubblicazione del tipo Print on demand e niente di più.

Di particolare interesse per l’argomento trattato è sicuramente l’articolo di Devis Bellucci Il suo romanzo è roba grossa (parte 1 - 2 - 3).

Sempre Booksblog ci parla di un articolo di David Carnoy, redattore di CNET, riguardo la sua esperienza nel self-publishing: Pubblicarsi un libro: 25 cose che devi sapere.

Infine, un accenno alla Calamary Press, un progetto che sembra funzionare bene. Nata a partire dalla rivista Sleepingfish e dagli altri progetti culturali di Derek White, il fondatore (in Italia lo si trova come illustratore de Il revisionista di Miranda Mellis i cui diritti sono stati acquisiti proprio dalla CP). La Calamari Press nasce proprio dall’idea di una totale indipendenza dalle case editrici a favore di un rapporto più forte, vitale, con l’autore; con l’intenzione di non scendere a compromessi.
Con l'obiettivo del minor impatto economico possibile:
La distribuzione è effettuata tramite il web e siti internet come Powell's, Amazon e SPD (Small Press Distribution).
Non ci sono spese di magazzino perché ogni libro viene stampato solo al momento della richiesta.
Si usa carta riciclata.

11.1.09

Umberto Verdirosi


L’arlecchino

…presagio
di un attimo
nella leggerezza
del tempo…


Un quadro, e una poesia ad esso collegata, di Umberto Verdirosi. Sul sito ufficiale è possibile vedere altre sue opere; è bella anche la grafica dell’home page.

9.1.09

I fratelli Capone a Tira e molla

Ricordate Tira e molla? A quei tempi ero alle medie e a scuola commentavamo sempre le puntate del giorno prima. Il momento più esilarante era certamente quello delle telefonate da casa, credo che ancora oggi molti di noi si chiedano se fossero preparate o frutto di un’attenta selezione dei concorrenti, fatto sta che succedevano cose di questo genere:



«Elvis, the Pelvis, in the Memphis!»

Soldi sporchi ma attraenti


Italia 1 ha proposto in questi giorni Gossip Girl (prima visione in chiaro) e Dirty Sexy Money (già visto su Canale 5). Anche se hanno l’argomento soldi in comune, non so quanto sia simile il target…Comunque mi piace DSM; Peter Krause mi sta molto simpatico, ci sono bravi attori e ho letto un po’ di nomi nella produzione che hanno già conquistato la mia ammirazione altrove (Brothers and Sisters, Everwood, Dawson’s Creek per Greg Berlanti e, cinema a parte, Dr. House per Bryan Singer).
Mi ha incuriosito la presenza della stessa canzone nel pilot di entrambe le serie: Young Folks di Peter, Bjorn & John featuring Victoria Bergsman dei Concretes.



P.s.
Ma la musichetta dell’intro di Dirty Sexy Money, di chi è? È una canzone completa o è stata fatta per l’occasione (quindi solo quel pezzo?) Mi ricorda Marv della colonna sonora di Sin City.

8.1.09

Televisione pubblica senza pubblicità


Se non ci fosse l’elettricità, saremmo tutti costretti a guardare la televisione a lume di candela!
George Gobel, attore comico statunitense

Leggo su Televisionando, che in Francia verrà gradualmente eliminata la pubblicità dalla tv pubblica. Verrà mai fatto in Italia? Ma se già si paga il canone perché c’è bisogno degli introiti pubblicitari (è una provocazione, la risposta naturalmente è che intorno alla pubblicità girano tanti di quei soldi da rimanere allibiti)? – E non avremmo almeno il diritto di vedere trasmissioni meno idiote e che non vadano a caccia dell’ascolto facile? – Almeno potrebbero limitare le interruzioni allo spazio tra un programma e l’altro… Comunque, chi ha studiato un po’ di storia delle leggi riguardanti la televisione sa bene che sono un ottimo punto di vista sulle assurdità dell’Italia. Naturalmente il punto più critico sono le tre tv di Berlusconi, si sa.

4.1.09

Jeff Dunham

Un simpaticissimo, e bravo, ventriloquo americano: Jeff Dunham. Su youtube o sul suo sito ufficiale trovate un po’ di tutto.






Il lato oscuro (di Facebook)

Su Facebook ci siamo un po’ tutti, diciamo la verità, ma allora è meglio essere coscienti di alcune cose…

Il lato oscuro di Facebook

Fonte immagine: da google immagini a questo sito

2.1.09

Fantascienza, tra film e libri


Sicuramente avete visto il trailer di Ultimatum alla terra di Scott Derrickson (nel cast Keanu Reeves e Jennifer Connelly), remake dell’omonimo film di Rober Wise. Non l’ho visto e ne ho voglia, ma credo sia uno di quei titoli che a seguito di un trailer adrenalinico si rivelano deludenti, comunque non lo so, guardatelo e ditemi voi.
Comunque sia, il lungometraggio è tratto dal racconto Addio al padrone di Harry Bates, e visto che l’ho trovato disponibile in lingua originale vi posto il link: Farewell To The Master.

In italiano lo trovate nella bella raccolta curata a suo tempo da Isaac Asimov: Le grandi storie della fantascienza, in edizione Bompiani con splendidi disegni in copertina. Come leggo qui:

Iniziata nel 1979 e interrotta nel 1992, a causa della morte di Isaac Asimov, LE GRANDI STORIE DELLA FANTASCIENZA è la serie di Antologie più famosa del mondo, che racchiude, attraverso 25 volumi, tutto il meglio della fantascienza breve degli anni che vanno dal 1939 al 1963. Al ritmo di due volumi l’anno, la serie, che Asimov prevedeva/si augurava, potesse durare sino al 2050, riesce comunque a coprire quelli che sono universalmente considerati gli ANNI D’ORO della fantascienza, il cui inizio può essere fissato nel luglio 1939, quando John W. Campbell divenne direttore di Astounding SF, e, in quanto tale, rivoluzionò completamente il mondo del fantastico, "allevando" una scuderia di nuovi autori che avrebbe cambiato per sempre quel mondo, primo tra tutti naturalmente Isaac Asimov.
Le Antologie iniziano con un’introduzione di Martin H. Greenberg (non di Asimov, come viene spesso indicato), ed ogni racconto è preceduto da una presentazione di Greenberg ed un commento di Asimov. Fanno eccezione i racconti di Asimov che sono presentati solo dall’autore.
Gli ultimi quattro volumi della serie, pubblicati in Italia da un altro editore, Mondadori, contengono commenti a volte incompleti o, per certi racconti, perfino mancanti.
Nei primi volumi dell'opera, esattamente nei volumi 2 e 3, venivano presentati otto racconti di Robert A. Heinlein i quali in Italia, per ragioni contrattuali, non è stato possibile pubblicare. In questa versione sono riuscito a rintracciare sette degli otto racconti, e li ho integrati al testo. Purtroppo l’ottavo, Soluzione Insoddisfacente (Solution Unsatisfaction, 1941) non sono stato in grado di reperirlo, e quindi ho eliminato pure la presentazione. Ho ripristinato l’ordine dei racconti del volume 23, che era stato cambiato in Italia, e ho recuperato un racconto che era stato tagliato nel volume 25. [Mi chiedo se nella versione Bompiani, che prima o poi leggerò, ci siano gli stessi problemi]